venerdì 31 gennaio 2014

Settimana di Trekking a Karpathos - Dodecanneso - 6/14 settembre 2014



Karpathos trek

6 – 14 settembre 2014

Karpathos è la seconda isola più estesa del Dodecanneso, dopo l’isola di Rodi, è situata sulla rotta marittima che collega l’isola di Creta a Rodi. Alcune delle sue splendide  spiagge sono mete ambite dai surfisti Il paesaggio dell’isola cambia continuamente, passando da splendide spiagge bianche con mare color turchese, a verdi e lussureggianti boschi di montagna.

La varietà di scenari visitabili sull’isola di Karpathos la rendono unica, e sicuramente un incontaminato luogo ancora lontano dal turismo di massa presente in altre isole greche 

Numerosi sono i percorsi escursionistici alla scoperta sia dei monti dell’entroterra, con i loro eccezionali panorami, che delle splendide coste. Fra i percorsi possibili: traversata o semianello lungo costa da  Diafani a Avlona passando per la baia di Tristomo, percorso sull’antico faro da Avlona, traversata da Olympos a Aghia marina e da Aghia Marina a Spoa, i sentieri che traversano il Kali Limni massima cima dell’isola con i suoi 1215 m e che scendono verso mare,  le gole di Flaskia, i percorsi fra Othos e Menetes, eventualmente l’isola di Saria (immediatamente a nord). Molto pittoreschi anche i villaggi e splendide le spiagge dove si potranno fare bagni in acque cristalline.

Difficoltà: E, (qualche percorso è E/EE ma facoltativo)

Pernotti e pasti: a Lefkos (4 notti in appartamentini) e Diafani (3 notti in alberghetto) e 1 notte in albergo nei pressi dell’aeroporto l’ultima notte. Costo pernotti + pasti: fra 40 e 50 €/giorno in funzione della località
Come arrivare: voli Aegean via Atene oppure voli su Rodi (diretto) e poi Karpathos (Ryanair + Olympic) – costo attuale circa 360 € a/r con bagaglio

Contributo di partecipazione: 80 euro

Costi stimati totali: 850 euro (comprendono voli ai prezzi attuali, pernotti, pasti, noleggio auto e carburante, eventuali taxi e battelli, contributo di partecipazione)








Info: Marco 3476705971 – Francesco 3331320043

Settimana di trekkig a Gran Canaria - 1-8 giugno 2014



SETTIMANA DI TREKKING A GRAN CANARIA


1 – 8 giugno 2014 (partenza il 31.5 con pernotto a Pisa)

Gran Canaria: la terza isola dell’arcipelago delle Canarie


Definita dai suoi abitanti come “un continente in miniatura”, presenta effettivamente una gran varietà di paesaggi. Dal verde e fertile versante nord, al sud desertico. Dagli spettacolari e solitari canyon (barranco) alla Playa del Inglés, famosa per i suoi locali notturni. Dai siti archeologici dei primi abitanti dell’arcipelago ai cammini reali, restaurati, lastricati in pietra, oggi percorribili e che traversano tutta l’isola.

Nel corso della settimana si andrà alla scoperta di alcuni fra gli angoli più suggestivi dell’isola fra  il Roque Nublo, il barranco de Tejeda, gli spettacolari barranco de La Mina e di Guayadeque, i caratteristici villaggi del versante ovest, i panorami intorno a Cruz de Tejada, il camino real al Pico de las Nieves (massima cima dell’isola che sfiora i 2000 m), la Caldera de Tirajana e di Bandama, la solitaria area intorno Degollada de la Manzanilla, le panoramicissime Montana de Tauro e Altavista, la riserva di Inagua, il Barranco de Gugui e la sua spiaggia senza strade, la splendida Valle di Agaete, l’antico insediamento Guancho di Acusa Verde

Difficoltà: E / EE (per lunghezza e/o dislivelli)

Contributo di partecipazione: 80 euro

Voli Ryanair (costo attuale circa 140 euro + bagaglio)
1.6 Pisa – Las Palmas di Gran Canaria  12.50 – 16.00 (con pernotto a Pisa la sera prima per non rischiare)
8.6 Gran Canaria –Pisa 7.15 – 12.25 
Pernotti: in albergo o agriturismi (in parte ad Agaete, nel nord, e in parte a Fàtaga, a sud) – costo pernotti: allo stato circa 220 euro con 4 colazioni (al momento 4 notti in un albergo con piscina e 3 in un agriturismo) – un pernotto a Pisa in albergo a ridosso del centro in un antico monastero ristrutturato

Costo totale stimato:  800/850 euro (ai prezzi attuali dei voli) comprensivo di contributo di partecipazione, vitto, alloggio (compreso Pisa), nolo auto e carburante, volo aereo, treno a/r per Pisa






mercoledì 29 gennaio 2014

Che ci portiamo nello zaino? Il tè - 2°

Guardiamolo più da vicino, questo caldo compagno

- continua da qui -

Il tè che lasciamo in infusione nei nostri thermos, di mattina presto, con gli occhi mezzi chiusi, mentre pensiamo "ma chi ce lo ha fatto fare io mi stavo n'altro poco a letto", da dove viene?

Le bustine che principalmente utilizziamo sono il tè verde ed il tè nero.
Ma che differenza c'è?


Il processo produttivo del tè prevede, a partire dalle foglie di Camelia, numerosi e complessi passaggi di essiccazione, rimescolamenti, cotture etc.
Il ciclo di lavorazione del tè verde è più corto, le foglie rimangono più "crude" e più ricche di sostanze. Piace molto in Oriente dove è considerato il tè per eccellenza.
Però, ha difficoltà a durare a lungo.

Il tè nero subisce ulteriori processi di essiccamento, che lo privano di altra acqua, e purtroppo di altre sostanze nutritive, ma riesce a durare molto di più prima di ammuffirsi. Ecco perché in Occidente arrivava solo quello ed è considerato il tè per antonomasia da quelle parti.

E in mezzo c'è qualcosa?
Certo che c'è.
Il tè Oloong: un tè verde più trattato, oppure un tè nero meno essiccato, scegliete voi. A volte viene chiamato semi-fermentato.

Sul mercato esistono vari altri tipi di tè, come quello bianco. Si ottiene quando si scelgono le foglie nel momento particolare della crescita, quando presentano una lanuggine bianca sulle foglie.
Oppure tè giallo o tè post-fermentato, delle varianti nella complessa lavorazione.


Altri tipi di tè sono legati al luogo di crescita delle piante.
Così come l'uva, anche il sapore del tè è influenzato dal terreno su cui cresce la Camelia, l'esposizione al sole, la pioggia e tutto il resto.

E il tè deteinato?
Quello andrebbe un preso con un po' di attenzione. E' un tè che viene lavato con solventi chimici che strappano parte della teina. Andiamoci cauti.
Se vogliamo ottenere un tè più leggero basta fare così  (chiedendo scusa agli inglesi che inorridiranno): immergere la bustina di tè (o le foglie) per due-tre minuti in mezza tazza di acqua bollente. Questa prima tazza sarà carica di caffeina (si può bere, ma sarà bella tosta). Recuperare la bustina e utilizzarla per fare un nuovo tè con nuova acqua calda. Quest'ultimo conterrà molta meno caffeina.

2. Fine

Rif.:
Oro verde. La straordinaria storia del tè - MacFarlane Alan; MacFarlane Iris - Laterza

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sabato 25 gennaio 2014

venerdì 24 gennaio 2014

Sta arrivando!

Finalmente sembra che stia arrivando la neve...

Dopo un inverno che ha stentato a decollare sembra che ora stiano finalmente cadendo dei fiocchi.
Domenica 26 ci riproviamo con sci e ciaspole!

Monte Livata


Campo Felice

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giovedì 23 gennaio 2014

Le belle isole del Dodecaneso

Il Dodecaneso e l'Italia.

Nella storia dell'Egeo ha spesso fatto capolino una certa presenza italiana, a vario titolo. I Genovesi, i Veneziani e i Cavalieri di Malta (cioè la Chiesa), avevano occupato alcune delle belle isole, contese e poi perse a favore della Sublime Porta Ottomana.


L'arcipelago del Dodecaneso
Il contendere non è certo cessato nel tempo. L'ultimo braccio di ferro si è avuto con la guerra Italo-Turca dei primi anni del Novecento, culminata con l'annessione della Libia e delle Isole del Dodecaneso, strappate al controllo turco, in quel momento debolissimo.

Dal 1912 al 1947 Rodi e le altre belle isole sono state territorio italiano. Con tanto di governatori, podestà e tutto il resto che ben possiamo immaginare.
Con l'8 Settembre e la rottura con i tedeschi, anche in queste isole ci sono state scontri e rappresaglie con l'ex alleato che hanno portato a sconfitte, eccidi, deportazioni in campi di prigionia, fucilazioni.
Terminata la guerra, dopo una breve occupazione inglese, le isole sono tornate finalmente ai greci.

DedaloTrek sta organizzando un viaggio nel mese di Settembre 2015 per andare a conoscere da vicino l'isola di Karpathos, già Scarpanto.
Visiteremo alcune delle belle spiagge e ci addentreremo nell'entroterra per percorrere panoramici sentieri.
Qui trovate alcuni dettagli e prime anticipazioni



Apella Volada


Altre foto sulla nostra bacheca di Pinterest

martedì 21 gennaio 2014

Che ci portiamo nello zaino? Il tè

Forse non tutti sanno che...

L'Inghilterra è stato il primo paese della rivoluzione industriale, ma questo lo sanno tutti.
Milioni di lavoratori si sono spostati dalle campagne verso le principali città creando delle aree urbane sovraffollate, con igiene precaria.
Una delle cause principali di morte erano le epidemie di colera, la cui diffusione era aiutata dalla vicinanza stretta, molto stretta, troppo stretta, tra le acque di scarico e quelle da bere...

La fabrichetta

Ad un certo punto gli Inglesi si sono resi conto che chi beveva tè non si ammalava di colera. Cosa vera semplicemente perché per prepararlo si deve bollire l'acqua!
Inoltre il tè è uno stimolante che aiuta a sopportare le lunghe giornate lavorative e riesce a togliere anche il senso di fame.
Ed è da allora che l'infuso ha avuto un successo enorme e la domanda di tè è esplosa.

Allora, siamo ad inizio Ottocento, l'unico paese produttore era la Cina. A causa delle massicce importazioni di tè la bilancia commerciale della potenza Imperiale pendeva pesantemente verso Pechino. I Cinesi, infatti, non erano interessati a nessuno dei prodotti britannici.

A perdita d'occhio
A Londra si decide di attuare una contro-offensiva commerciale, ma non proprio lecita. Clandestinamente gli Inglesi facevano arrivare in Cina il prodotto principale di Pakistan e Afganistan: l'oppio.

Con questa rete di narcotraffico l'Inghilterra è riuscita a bilanciare il flusso di ricchezza con il Regno di Mezzo, ovviamente ha scatenato tante proteste che si è arrivati alla Guerra dell'Oppio.
Vinta dalla Gran Bretagna. (In quel periodo la Cina era in momento poco felice della sua bimillenaria storia di superpotenza)

Stavamo parlando di tè, non ce ne siamo dimenticati.

Nel frattempo gli Inglesi dopo molti tentativi riescono a riprodurre il complesso procedimento per ricavare il tè dalle foglie di Camelia.

Il primo tentativo con successo riesce nella regione dell'Assam, quel pezzo di India ai piedi dell'Himalaya, non lontano dalla Cina, solcato dal Brahmaputra.

Appena messo a punto il metodo, gli inglesi nella colonia indiana applicano tutte le tecniche della rivoluzione industriale per la lavorazione meccanizzata ed il trasporto del tè dall'India all'Inghilterra.
In pochi anni la produzione mondiale di tè diventa del 90% indiana.

Assam
1. Continua

Rif.:
Oro verde. La straordinaria storia del tè - MacFarlane Alan; MacFarlane Iris - Laterza

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domenica 19 gennaio 2014

Poca neve in Appennino...ma

La stagione di sci tarda a decollare in Appennio, ma ci sono sempre delle belle sorprese

Le immagine dalle webcam di più o meno tutto l'Appennino presentavano ampi panorami verdi, desolanti per gli sciatori. Così, abbastanza scettici, ci siamo diretti verso il Terminillo, dove c'era qualche speranza in più di trovare la neve.
E la speranza è stata ben riposta!

Siamo arrivati in macchina fino al Rifugio Sebastiani (m. 1820) dove abbiamo calzato gli sci e le ciaspole per la prima salita di giornata fino al valico di Sella di Leonessa (m. 1900)

Dal valico verso Sud
Qui comincia la prima discesa nella Vallonina, che conserva, solitamente, sempre molto bene la neve, fino a stagione inoltrata.
Nel primo tratto di discesa, quello più ripido, abbiamo incontrato neve piuttosto ghiacciata o crostosa, ma per fortuna, perdendo quota, la neve è diventata sempre più facile e divertente.



Siamo così scesi in questa bellissima valle, sci ai piedi, fino al Ristorante Mosè di Fontenova (m 1450), purtroppo chiuso. Ne abbiamo approfittato per un rapido pranzo: ci aspettava la risalita.


Per variare un po' il percorso, su suggerimento di Fabio, abbiamo fatto una puntata alla sorprendente valle detta "Le Scangive" (m. 1630)

Si trova proprio sotto un anfiteatro naturale di imponenti rocce delle anticime del Monte Terminillo.




Una breve discesa e ritorniamo sul percorso dell'andata, ultimo strappo di risalita fino alla Sella di Leonessa e poi discesetta fino al Rifugio che troviamo illuminato da un bel sole!


Altre foto della escursione le trovate qui

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venerdì 17 gennaio 2014

Immagini da Cipro

Il Social network più famoso per le foto e le sue bacheche per Cipro

Stiamo organizzando il viaggio di DedaloTrek per Aprile 2014

Per maggiori dettagli sul viaggio clicca qui

Paphos

Bagni di Afrodite

Cape Gkreko

Agia Napa Nissi


Qui il link al sito per altre foto: http://www.pinterest.com/visitcyprus/

Fatevi sentire!


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mercoledì 15 gennaio 2014

Il sesto senso

Proseguiamo il nostro viaggio nel mondo delle Piante

Il Sesto Senso

Chiunque sia andato in un bosco di faggi a quota neve, ha notato come molti alberi abbiano la base curva per poi proseguire dritti.
Chiaramente la spinta della neve ha piegato i faggi da giovani, ma questi sono stati in grado di raddrizzarsi e puntare al cielo.

Come hanno fatto?

Oltre ai canonici cinque sensi che ci attribuiamo, ce n’è un sesto, la percezione di se nello spazio. E’ un senso che usiamo spessissimo, ma di cui ce ne accorgiamo solo quando viene a mancare.
Se ci si ubriaca, infatti, non siamo più capaci di stare in equilibrio e non siamo capaci di toccarci la punta del naso con gli occhi chiusi. Provate ora, se siete sobri :)



L’uomo ci riesce, tra l’altro, perché nell'orecchio interno trovano posto gli otoliti, delle piccole “pietruzze” immerse in una specie di gel, che seguono le leggi della gravità, spostandosi sempre verso il basso. Nei loro movimenti stimolano dei recettori ed il cervello sa dove ci troviamo. Se ci troviamo in una giostra che ci sbatacchia, o siamo centrifugati da un’onda a mare, gli otoliti mandano segnali contrastanti e perdiamo consapevolezza del sopra e del sotto.

Anche le piante sono dotate di un meccanismo analogo. Se una pianta viene stesa in orizzontale, il fusto piegherà verso l’alto e le radici punteranno decisamente verso il basso.
Anche grazie a studi nello spazio, in assenza di gravità, gli scienziati hanno capito che la pianta possiede dei recettori, simili agli otoliti, piccole “pietruzze” immerse in delle cellule, capaci di seguire la gravità. Questi recettori indicano alla radice dove sta il basso e quindi dove crescere.
Per la parte alla luce il meccanismo è simile, ma avviene con cellule diverse.

Alcuni scienziati sostengono che questa è una delle funzioni più antiche che si sono probabilmente sviluppate quando uomini, animali e piante erano la stessa cosa.

Al prossimo post per scoprire altro sulle nostre vicine!

Riferimenti:
Se avete commenti e osservazioni sentitevi liberi di scrivere nei commenti quello che volete.

Se vi va, condividete il post.

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lunedì 13 gennaio 2014

Incidenti in montagna, la app salvavita del Soccorso Alpino

Il sistema GeoResQ permette di segnalare la propria posizione e inviare richieste di aiuto tramite smartphone




Ecco il link al sito ufficiale
http://www.georesq.it/


sabato 11 gennaio 2014

Breve storia di (quasi) tutto - Bill Bryson - Tea


 Viaggio alla scoperta dell'universo

 
Bisogna essere chiari: se avete una minima preparazione scolastica scientifica, o siete assidui frequentatori di documentati scientifici, questo libro non aggiungerà praticamente nessun sapere nuovo.

Quello che invece fa splendidamente, è raccontare come la scienza sia arrivata a certe conclusioni. Posa lo sguardo sulla vita e personalità degli scienziati, famosissimi ed anche sconosciutissimi. Persone dall’ego smisurato (come Linneo che si faceva chiamare Il Principe del Botanici) a personalità disturbate (molte), riservate al punto che non gli si poteva rivolgere la parola (per parlare con Cavendish ci si doveva avvicinare e senza guardarlo e cominciare a parlare nel vuoto. Se non scappava era fatta)

Bill Bryson ci racconta e dimostra come nella scienza si distinguono spesso tre fasi: una prima scoperta che viene ignorata e spesso derisa, quindi una fase in cui viene aspramente criticata e si cerca di confutarla, infine la fase in cui trionfa ma il merito va ad un’altro.

E così Bryson ci intrattiene piacevolmente su tantissimi campi: dall’astrofisica alla fisica delle particelle, la relatività, l’evoluzionismo, la chimica, biologia, la geologia, la vita sulla terra, l’evoluzione dell’uomo, tenendo sempre desta la curiosità e la voglia di andare avanti nella lettura.

Vi arricchirà.

"Breve storia di (quasi) tutto" - Bill Bryson - Tea




lunedì 6 gennaio 2014

La prima bella sciata di stagione, anzi no.

Il nostro gruppetto di sciatori e ciaspolatori si è diretto verso Campo Felice per poter inaugurare la prima uscita dell'anno sulla neve.

Il meteo prometteva leggere nevicate durante la giornata. L'idea di farci accompagnare dai fiocchi non ci dispiaceva.
La cruda realtà è stata però ben diversa. La temperatura si presentava insolitamente alta ed invece della sperata neve, arrivavano belle gocce di pioggia.
Sicuramente alzandosi di quota avremmo cominciato a trovare la agognata neve, ma sotto i nostri occhi non vedevamo altro che un deludente prato bagnato.
Dinanzi alla prospettiva di fare una camminata, sotto l'acqua e con gli sci in spalla, alla ricerca della neve abbiamo ceduto.
Ci siamo diretti allora, sci e bagagli, a far visita alla martoriata città dell'Aquila.

Dopo cinque anni da quella brutta notte, la città, da lontano sembra normale. Forse solo qualche gru di troppo e senza fumo che esce dai comignoli.
Avvicinandosi però si trova ben altro spettacolo.
Il centro storico è praticamente disabitato. Moltissime case, se non tutte, sono puntellate e imbrigliate con travi e tiranti d'acciaio.

Le vie del Centro Storico
I muri sono fessurati e crepati un po' ovunque.
Il senso di precarietà domina.
La zona più pericolosa ed inaccessibile, è quella Rossa. Reti metalliche ne sbarrano gli accessi e camionette blindate dell'Esercito pattugliano le strade, con aria minacciosa. Uno scenario terrificante degno di Beirut nei peggiori momenti.

Ma in questo triste quadretto ci troviamo una bella sorpresa: il Mercato Domenicale.
Nelle vie del centro percorribili, circondate da bei palazzi e belle chiese incerottate, si trovano centinaia e centinaia di bancarelle e, soprattutto, migliaia di persone che cercano di tenerla sempre viva.
Da far stringere il cuore.

Il mercato in Piazza Duomo. Le bancarelle occupano moltissime strade del centro


La Fontana delle 99 Cannelle appena restaurata

Un modernissimo San Biagio nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano



Perché il reticolo sulle carte è inclinato?

Reticolo Chilometrico, Meridiani e tutto quanto


Uno dei misteri che non ci fa dormire di notte è il fatto che nelle carte che utilizziamo nelle escursioni il reticolo (quello che forma quadrati di 1 chilometro di larghezza) è inclinato rispetto al bordo del foglio.




Il reticolo che piano piano si allontana dal bordo. Perché non lo addirizzano?

Cerchiamo di chiarire il perché, se ci si riesce.


Tutti avrete tenuto in mano una arancia, la buccia copre perfettamente la superficie sferica del frutto, ma se la si sbuccia cercando di lasciarla intatta:





e poi si cerca di spianarla, inevitabilmente la buccia si tenderà prima e si strapperà poi.

Al contrario per un Ferrero Rocher, la carta dorata fa molte grinze.

Ma quando si scarta, si riesce a spianare perfettamente la carta in un rettangolo.


Come mai?


Succede perché la superficie sferica non si riesce a trasformare su una piana senza deformazioni: o si strappa (l'arancia) o quando sta sulla sfera, avanzano pezzi (il cioccolatino)
La stessa cosa succede con la rappresentazione piana della superficie terrestre.



Ecco la terra nella rappresentazione “strappata”. Come vedete contiene dei buchi: Horror Vacui! Nessuno la usa.





Spesso se ne vede un'altra, più familiare e semplice.



Bellissima e facile da consultare.


Ma c'è qualcosa che non va...


Confrontiamo l'Africa e la Groenlandia: sembrano della stessa grandezza.
Se misuriamo con Google Earth, l'Africa risulta essere lunga circa 7000 km



mentre :



la Groenlandia misura 2500 Km, circa.
Molto meno della metà!


Lo stesso se confrontiamo la Svezia ed il Brasile: sembrano della stessa dimensione ma non lo sono...

E come mai?


Immaginiamo che la terra sia una palla da tennis, la caliamo nel suo tubo cilindrico che la conserva. E poniamo una piccola luce al centro della palla. Questa luce si proietta sulle pareti del cilindro deformando le immagini che sono più lontane dal piano orizzontale. Come fossero delle ombre cinesi giganti.

Questa è detta la proiezione di Mercatore (al secolo Gerhard Kremer):






Questa proiezione rappresenta bene la fascia attorno all'equatore, ma man mano che si va verso i poli la deformazione si fa via via più grande fino a far diventare la Groenlandia enorme.

Quindi serve solo per dare una idea di come stanno le cose, ma non può essere usata per i nostri scopi.
Che si sono inventati i cartografi?

Hanno pensato che tutto sommato, se questa proiezione andava male per le latitudini alte, andava comunque bene per la fascia equatoriale. Si poteva salvare questa proiezione?

Sì, si poteva.

Il primo passo è stato mettere di traverso il cilindro della proiezione.


Scegliamo il cilindro tangente alla terra al meridiano di Greenwich.
In questo caso, tutta la fascia nelle vicinanze di Greenwich (ed anche quella che sta nel meridiano opposto, dalle parti dell'Alaska e del Pacifico) viene molto bene in un intervallo di +/- 3 gradi, ma se ci allontaniamo si ripresenta la deformazione... delusione: il problema non è sparito.

Ma se invece di utilizzare  un solo cilindro, se ne usano vari?

Ecco la soluzione!

Si usano 30 cilindri diversi, tangenti alla terra in meridiani distanti 6 gradi uno dall'altro. Da ognuno dei 30 cilindri si isolano due fasce di terra (naturalmente di qua e di la del cilindro) per un totale di 60 fasce.

Il mondo diviso in fasce. 
Nel caso della UTM sono 60 fasce (o fusi), ma in questa immagine ce ne sono solo 12 per renderlo più chiaro.

In Italia le fasce sono due, numerate 32 e 33, ed anche un pezzetto della fascia 34 per il Salento.
Il meridiano centrale del fuso 32 passa per la Sardegna, mentre il meridiano centrale del fuso 33 passa per Trieste, Napoli, Catania.

A partire da questi meridiani centrali si disegna il reticolo geografico, quello che compare nelle mappe IGM, del Lupo etc.
Questo reticolo ha tutte linee che si intersecano a 90°, come le strade urbane delle città di origine romana, esclusa l'Urbe :)
Come ben sappiamo i meridiani non sono delle rette parallele, ma tendono a convergere tra loro, man mano che ci si avvicina ai poli. Cioè due meridiani e due paralleli, non formano un quadrato, ma qualcosa che assomiglia più ad un trapezio


Per esempio in figura, evidenziato in rosso, quella specie di trapezio.
Il punto chiave per comprendere la faccenda è che le tavolette IGM sono sempre parallele al meridiano che le attraversa.


Per essere pignoli, le tavolette IGM non dovrebbero essere quadrate, ma dovrebbero avere forma “a trapezio”. Considerato però che occupano un'area non molto grande, viene trascurato l'errore e vengono rese quadrate.


Se mettiamo dunque decine di tavolette una affianco all'altra (muovendoci in senso ovest-est) le tavolette saranno orientate sempre verso il polo nord (cioè parallele al meridiano) e quindi via via che ci si allontana dal meridiano centrale sono sempre più ruotate (in senso anti orario per le tavolette ad EST ed in senso orario per le tavolette ad OVEST




Nella figura ci sono delle tavolette del fuso 33. Come si nota, quella di Latina (linea verde) e quella di Trinitapoli (linea rossa) non sono parallele tra loro, ma ciascuna punta al Nord geografico e sono parallele ciascuna al proprio meridiano.


Invece, il reticolato chilometrico, quello delle coordinate UTM, è formato da un reticolo parallelo al solo meridiano centrale del fuso (indicato dalla freccia grande rossa)

Per questo, man mano che ci si allontana dal meridiano centrale del fuso, il reticolo rimane sempre parallelo a quel meridiano, mentre le carte IGM ruotano per mantenersi parallele al meridiano che le attraversa.

Quindi non è il reticolato chilometrico a ruotare, ma è la carta IGM che è ruotata per essere allineata al meridiano che la attraversa.

Ecco.

Spero che a questo punto sia tutto più chiaro e possiate dormire sonni tranquilli.